ASSO CRAL

Il Network associazionistico n.1 in italia - Oltre 10.000.000 di fruitori dei Servizi Assocral

CANALI

ISCRIVERSI AL RUNTS – OBBLIGO O FACOLTA’?

ISCRIVERSI AL RUNTS – OBBLIGO O FACOLTA’?
Normative
Data Pubblicazione: 26/10/2020
Ultima Modifica: 26/10/2020

Come noto, in data 15 settembre 2020 il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo ha firmato il decreto istitutivo del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), nr. 106/2020.

Molti enti del terzo settore si stanno interrogando in queste ore sulla possibilità o meno di iscriversi al RUNTS. Facciamo prima di tutto un po’ di chiarezza.

Il RUNTS, la cui architettura informatica sarà affidata a Infocamere, diverrà operativo presumibilmente entro la metà del 2021.

La mancata iscrizione per un ente non profit al RUNTS, comporterà delle conseguenze che variano in base alla natura che l’ente possiede al momento dell’iscrizione.

 

Analizziamo prima il caso di ODV, APS e ONLUS già esistenti ed iscritte ai rispettivi registri.

Questi soggetti DEVONO adeguarsi alla nuova normativa, altrimenti perderanno irrimediabilmente la loro qualifica, correndo il rischio di vedersi disconosciuta l’iscrizione nel RUNTS, con conseguenze gravissime in tema di devoluzione del patrimonio.

Per quanto concerne le modalità di iscrizione, le ODV, APS e ONLUS (con riferimento a quest’ultima categoria si intende gli enti iscritti all’anagrafe ONLUS tenuto dall’agenzia delle entrate – non le ONLUS di diritto) già costituite ed operanti, iscritte ai rispettivi registri di riferimento, hanno la possibilità di adeguare lo statuto con le modalità e maggioranze previste per l’assemblea ordinaria, se tali modifiche intervengono entro il 31/10/2020, altrimenti, è sempre possibile adeguarsi alle norme del Codice del Terzo Settore, ma occorrerà un’assemblea straordinaria.

Il verbale di approvazione sarà poi da registrare in agenzia delle entrate, unitamente al nuovo statuto, in esenzione da bollo ex art. 82 comma 5 D.Lgs. 117/17 (codice del terzo settore). L’imposta di registro di € 200 andrà versata solo e soltanto se le modifiche hanno riguardato anche altre norme statutarie che non sono specificamente dettate dal Codice. Una volta adeguato lo statuto e comunicata la modifica al registro regionale o, nel caso di ONLUS, all’anagrafe tenuta dall’agenzia delle entrate, la trasmigrazione dei dati per APS e ODV all’istituendo RUNTS sarà automatica, ai sensi dell’art. 31 del DM 106/2020.

Per le ONLUS il procedimento sarà più complesso: la trasmigrazione, regolata dall’art. 34 del DM 106/2020, avverrà tramite la pubblicazione di un elenco di enti da parte dell’agenzia delle entrate sul proprio sito istituzionale. Chi è presente in questo elenco, deve presentare, entro il 31 marzo dell’anno successivo all’autorizzazione della Commissione Europea di cui all’art. 101 comma 10 del codice del terzo settore (probabilmente quindi entro il 31 marzo 2022) una domanda di iscrizione al RUNTS indicando in quale sezione dello stesso la ex ONLUS intende iscriversi, dato che la normativa ONLUS, a regime, cesserà di fatto di esistere. Le ONLUS iscritte dovranno quindi connotarsi in una delle forme concesse dal Codice ed arrivare all’appuntamento con uno statuto già pronto, altrimenti, in caso di mancata presentazione della domanda entro i termini, le stesse avranno l’obbligo di devolvere il patrimonio ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. f) del D.Lgs. 460/97.

 

Per tutti gli altri enti non profit, l’iscrizione o meno al RUNTS è da considerarsi come facoltà. Ma a cosa va in contro un ente oggi regolato dal libro I del codice civile se non sceglie una delle forme previste dal Codice del Terzo settore?

La risposta non è semplice, e dipende strettamente dall’attività dell’ente stesso. Sicuramente le conseguenze di natura fiscale in relazione alle imposte dirette fanno pensare ad una sicura imponibilità di tutte le somme corrisposte all’ente non profit non iscritto al RUNTS, a qualsiasi titolo, da parte di associati e non, con la sola eccezione delle quote associative per le associazioni.

Inoltre, l’ente perderebbe tutte le agevolazioni fiscali riservate agli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, ad esempio con riferimento alla deducibilità delle erogazioni liberali.

Dunque, un piccolo ente (non ONLUS, APS ODV), che oggi vive delle sole quote associative degli iscritti, avrà scarso interesse all’iscrizione nel RUNTS, giacché la stessa esporrà l’ente a una serie di adempimenti formali, non ultimo il deposito annuale del bilancio o rendiconto di esercizio al registro stesso, che potrebbero essere gravosi da sostenere per un ente di ridotte dimensioni.

Se un ente non iscritto ad alcun registro oggi volesse invece “sposare” il codice del terzo settore in vista di una successiva iscrizione al RUNTS lo può sicuramente fare, sicuramente con un’assemblea STRAORDINARIA, e registrando il verbale di approvazione unitamente al statuto pagando imposta di registro in misura fissa e imposta di bollo.

Una volta registrato lo statuto, se la scelta dell’ente è caduta verso APS o ODV, può già essere possibile effettuare l’iscrizione ai registri regionali esistenti, in modo da usufruire della trasmigrazione automatica al RUNTS ai sensi dell’art. 31 del DM 106/2020, quando esso verrà istituito. Se invece la scelta è per un'altra tipologia di ente del terzo settore, bisognerà attendere l’apertura delle iscrizioni al RUNTS per effettuare l’apposita domanda di iscrizione, ai sensi dell’art. 8 del DM 106/2020.

 

Ellis Bottazzo
Studio Picozzi Commercialisti Associati

Tel: 0331593582

CATEGORIE