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Ventidue ultracentenari, otto uomini e quindici donne tra
cui la più anziana, la signora Giulia Sani, 112 anni
compiuti, e la più “giovane” Lidia Barbetti, quasi cento
anni. Sono stati loro gli ospiti di onore del primo incontro
con i cittadini e le cittadine di Firenze che hanno già
spento almeno 100 candeline, incontro organizzato dalla
'Amministrazione comunale ha organizzato il 23 maggio nel
Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Vedere questi
anziani, che sono la nostra storia, seduti in questo luogo
simbolo per Firenze è stata una forte emozione. É stata
infatti l'occasione per onorare questi fiorentini speciali,
per far arrivare loro l'abbraccio e l'affetto dell'intera
città. Una città che sta diventando sempre più anziana. Un
quarto della popolazione ha infatti più di 65 anni ma si
confermano in aumento anche i cittadini più anziani: e se
quasi il 13% degli abitanti hanno più di 75 anni, quelli che
hanno superato gli 80 sono oltre il 7% mentre gli
ultracentenari sono ben 155. E dati anagrafici alla mano, si
tratta di un numero destinato ad aumentare. Ovviamente
questo non può farci che un grande piacere anche se
presuppone un impegno sempre più rilevante dal punto di
vista dei servizi sociosanitari, soprattutto nei confronti
di chi vive da solo. L'Amministrazione comunale è da sempre
impegnata per garantire ai cittadini più anziani prestazioni
di alto livello e continueremo su questa strada.
Se poi analizziamo le situazioni in cui vivono, si può
notare un tratto che accomuna la stragrande maggioranza
degli ultracentenari: si tratta di persone che vivono con la
famiglia. Questo significa che essere curati con amore fa
bene ed essere coccolati allunga la vita. Quindi dobbiamo
tenerci cari i nostri anziani. Sono la nostra storia e ci
insegnano a vivere meglio il futuro.
Ma l'incontro nel Salone dei Cinquecento è stata anche
l'occasione per rafforzare il rapporto tra le generazioni.
Insieme agli ultracentenari e alle loro famiglie, c'erano
infatti anche giovani studenti delle scuole.
Ho visto con piacere che molti si intrattenevano a parlare
con gli ospiti anziani in una sorta di passaggio del
testimone tra chi ha costruito il passato e chi invece è
chiamato a contribuire alla costruzione del futuro.
Proprio su questo dagli anziani ci arriva una lezione
importante.
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Per vivere
bene e soprattutto per arrivare a cento e più anni si
deve essere ottimisti, avere progetti per il futuro,
avere cura di sé stessi e soddisfatti della vita che
abbiamo. Si tratta di un messaggio che non dobbiamo
dimenticare, una ricetta per vivere bene il presente e
affrontare con serenità il futuro.
Graziano Cioni
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