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In un mondo basato sull'immagine e
sull'apparire un numero sempre più crescente di pazienti si
rivolge allo specialista per correggere difetti di natura
estetica e funzionale della bocca.
Ad oggi la medicina si avvale di tecniche di chirurgia
implantare sempre meno invasive e con tempi di recupero post
operatori abbreviati.
Per addentrarci nell'argomento incontriamo il Dott. Nicola
Paoleschi, medico toscano, luminare in questo campo che
opera con successo da molti anni nelle sue tre sedi
regionali di Firenze, Viareggio e Santa Croce sull'Arno.
- In che modo l'implantologia dentale
ha cambiato le scelte terapeutiche in campo odontoiatrico?
Fino a pochi anni fa la mancanza di elementi dentali spesso
comportava come scelta terapeutica l'applicazione di protesi
removibile o di ponti con il “sacrificio” dei denti accanto.
Oggi ,invece, siamo in grado di sostituire i denti mancanti
con impianti in titanio inseriti nell'osso sui quali viene
poi applicato il manufatto protesico: denti fissi e
assolutamente naturali.
- Quali strutture possono praticare un
intervento di questo genere?
L'esecuzione di un intervento ben programmato può avvenire
in un studio odontoiatrico attrezzato con sedute brevi e
indolori, senza postumi di rilievo e tali da impedire il
ritorno alle normali attività.
- Dottor Paoleschi i tempi di questa
procedura sono tuttora lunghi?
Mentre prima occorreva attendere alcuni mesi prima di
mettere la protesi sull'impianto oggi possiamo, in casi
accuratamente programmati, estrarre i denti malati, trattare
in maniera specifica gli alveoli post-estrattivi ed
inserire, infine, in essi gli impianti necessari e nello
stesso giorno applicare una protesi estetica e stabile,
ovvero eseguire impianti post-estrattivi a carico immediato.
Questo è possibile grazie a numerosi studi scientifici che
hanno dimostrato che, se appositamente calcolato, il carico
immediato sugli impianti appena inseriti non altera il
successo dell'intervento poiché si tratta di protesi che non
sollecitano in modo rischioso l'impianto sottostante.
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