Chi ha figli piccoli avverte sempre più spesso l'esigenza di riservare una piccola parte del proprio reddito mensile per costruire un capitale da destinargli.
Gli strumenti bancari/finanziari che consentono di accumulare un capitale sono molti. Il più conosciuto e utilizzato è, probabilmente, il libretto di risparmio al portatore. Senza voler mettere in discussione la sicurezza dello stesso, va però sottolineato che il rendimento offerto dai libretti bancari è spesso inferiore al tasso di inflazione. Le somme versate, pertanto, subiranno una svalutazione nel tempo, il loro potere di acquisto sarà intaccato dall'aumento dei prezzi e non risulterà adeguato ai sacrifici effettuati.
Una possibile alternativa è quella di stipulare una polizza assicurativa che, alla scadenza, riconosca al beneficiario un capitale rivalutato. In questo caso, non solo il capitale potrà risultare in linea con il tasso d'inflazione, ma il sottoscrittore beneficerà anche di una detrazione fiscale sui premi versati. Tale detrazione è attualmente pari al 19% della parte di premio destinata alla copertura del rischio, laddove invece fino al 2001 (prima della revisione della fiscalità che ha accompagnato l'introduzione dei fondi pensione) era applicata sull'intero premio pagato.
Nella scelta di una polizza occorre, come sempre, valutare attentamente i costi del prodotto. Le voci da tener d'occhio sono in particolare due: 1) i “caricamenti”, che rappresentano la parte di premio che non viene investita nella gestione; 2) la “retrocessione”, cioè la percentuale di rendimento annuo riconosciuta all'assicurato.
Va inoltre tenuto ben presente che lo sviluppo della polizza fornito dal consulente rappresenta solo un'ipotesi, mentre il risultato effettivo sarà in buona parte legato all'andamento dei tassi ufficiali.
Ma allora non è tutto oro quel che luccica? Dipende dagli obiettivi di ognuno. Le polizze non consentono probabilmente di ottenere la massima rivalutazione del capitale, ma rappresentano la soluzione più adatta per chi necessita di coperture assicurative. Ovviamente, le coperture hanno un costo e tale costo non può che andare a discapito del rendimento.
Per chi è interessato solo a rivalutare il proprio capitale, una soluzione più efficace è il piano di accumulo o PAC, che permette di investire “a rate” su uno o più fondi comuni d'investimento. Il PAC presenta spesso costi più contenuti di una polizza e non destina alcuna somma a coperture assicurative. Gli importi versati confluiscono pertanto cospicui nel fondo. Ciò che più conta, in questo caso, è saper individuare, con l'assistenza del proprio consulente, i fondi che più di adattano alle proprie esigenze, ottimizzando al meglio i vari movimenti del mercato attraverso gli opportuni interventi.
Da segnalare, infine, le polizze finanziarie (Unit o Index Linked) e i piani finanziari. Queste soluzioni non permettono, attualmente, di accedere ad alcuna detrazione fiscale e le somme versate vengono investite in strumenti finanziari la cui tipologia varia da prodotto a prodotto.
A questo punto, noti gli strumenti disponibili, non resta che scegliere. Ma quale? Visto che tutti possono essere validi, a fare la differenza è il corretto utilizzo degli stessi e, pertanto, la capacità del consulente di individuare la soluzione che meglio soddisfa le esigenze del cliente. Perché, come sostenuto il mese scorso in questa rubrica, ogni cliente ha le proprie esigenze ed ogni cliente ha necessità e tempi diversi.
Marco Giorgetti - Promotore Finanziario
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