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domenica 7 settembre 2008 ore 15.36

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RENDIMENTO E RISCHIO... NELL' INVESTIMENTO 

Rendimento: Rischio investimento


Quando l’Italia era un “Paese Emergente”

Mai come in questi ultimi tempi il termine “globalizzazione” è stato al centro di discussioni ed analisi, anche se l'inizio, molto probabilmente, deve esser fatto risalire alla caduta del muro di Berlino, intesa come sconfitta di una delle ideologie che, nei quarant' anni successivi al termine del secondo conflitto mondiale, si erano contrapposte sia sotto l'aspetto politico-militare che sotto l'aspetto economico.
Infatti, mentre durante la guerra fredda era l'aspetto politico che più preoccupava il blocco occidentale, dopo la caduta del muro di Berlino l'attenzione si è spostata verso quello di natura economica.
Ma è accaduto ovunque ? Beh, direi di no.
Sicuramente è avvenuto per il Sud America, dove peraltro, la situazione politica era già stata “sistemata”, con mezzi leciti o meno, verso un'economia di stile occidentale che, nonostante le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI), non sempre ha dato i risultati attesi. Infatti, a parte il Cile, portato ad esempio come modello economico di un paese cosiddetto “emergente”, Argentina e Brasile, seppur in situazioni completamente diverse, si dibattono ancora oggi per trovare delle soluzioni economicamente sostenibili nonostante le ricette del FMI.
Purtroppo il FMI, istituzione che personalmente trovo abbondantemente superata, ha sempre cercato di applicare le proprie politiche, magari valide per uno stato economicamente sviluppato, anche ai paesi emergenti, portando a default o a gravi crisi di carattere valutario. Ma chi ha tratto beneficio da tutto ciò ?
Proviamo a fare un passo indietro e ricordiamo l'Italia degli anni '80. Avevamo un debito pubblico molto simile a tanti paesi che adesso chiamiamo “emergenti”, un'inflazione a due cifre ed ovviamente dei tassi d'interessi correlati a quest'ultima.
L'inizio della svolta fu con il governo “Amato” che, con una delle ultime coalizioni del “pentapartito”, iniziò il risanamento dei conti pubblici, permettendosi addirittura un'imposta patrimoniale sui conti correnti. Certo che all'epoca il sistema finanziario era decisamente diverso.
In questo clima, il Sud America necessitava di ingenti fondi e gli investitori internazionali, dopo varie esperienze scottanti, come la svalutazione del Rand Sudafricano, non guardavano di buon occhio l'acquisto di titoli di stato in valuta “debole”.
Qualcuno ebbe un'idea brillante ! Facciamo emettere ai paesi emergenti titoli di stato in valuta cosiddetta pregiata (dollari, euro o Deutsche Mark), in questo modo, azzerando di fatto il rischio di cambio, questi titoli di stato, considerando la cedola decisamente appetibile, riscuoteranno il consenso degli investitori.
Dovete sapere che su queste emissioni internazionali, l'Adivisor ( la banca che si occupa del collocamento) riceve una percentuale (Fee) sull'importo delle obbligazioni collocate; con questo sistema le obbligazioni che prima non erano appetibili a causa della valuta instabile, si sono trovate ad essere interessanti per gli investitori mondiali.
In Italia, un'operazione simile, era già stata fatta quando furono proposti ed erogati i mutui in Ecu e con l'uscita della Lira dallo Sme, quel mutuo lo avevano pagato tre volte tanto ! Ma il resto del mondo, che all'epoca ci considerava un paese emergente, questo problema probabilmente non se lo è posto. Ed i paesi come Argentina e Brasile hanno raccolto i mezzi a loro necessari. E gli advisor (sempre le solite cinque banche primarie americane) hanno incassato la loro percentuale sull'importo collocato.
E poi il valore delle monete locali ha fatto il resto . Inutile spendere parole sui vari ancoraggi di queste monete al dollaro; una moneta esprime un valore economico preciso, questo valore è legato all'andamento della propria economia…
Il resto è storia, ciò che è accaduto a chi aveva preso un mutuo in Ecu è accaduto anche a questi paesi che, vedendosi svalutare la propria moneta, hanno visto schizzare alle stelle il proprio debito pubblico compromettendo la propria solvibilità. Il FMI ha fatto ciò che poteva…….alle volte ci ha messo una pezza.
Nel caso dell'Argentina, anche alla luce della situazione geopolitica durante la quale si è verificato il default, ha tirato i remi in barca; nel caso del Brasile è invece intervenuto con una maxi linea di credito anche per via dell'esposizione di molte banche americane che, patrimonialmente, non avrebbero retto un altro default.
Il senso di questo breve articolo, mentre si fa un gran parlare in Italia del caso “Cirio”, è votato solo al chiarimento di un concetto di base; rendimento e rischio viaggiano sullo stesso binario, se sale il primo, nei fatti, sale anche il secondo.
E affermo questo in un momento dove molte delle obbligazioni di cui ho parlato quotano decisamente sopra il loro valore nominale.
Nel prossimo articolo tratteremo di un caso particolare: un paese che, nonostante la continuità politica, ha mantenuto un'economia che, aprendosi poco alla volta alle logiche occidentali, si sta rivelando un vero “caso economico”, la Cina.


Rendimento: Rischio investimento
Marco Giorgetti - Promotore Finanziario
Tel. 055-3215458 - M_Giorgetti@libero.it

Questa rubrica non è da intendersi in alcun
modo come sollecitazione all’investimento.

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