L'esercito come
professione e non come chiamata alle armi obbligatoria.
Questa è la nuova formula che sta alla base della
trasformazione della nostra Forza Armata.
Trasformazione che si avvia alla fase conclusiva con la
nascita, dal 1 gennaio 2005, di due nuove figure
professionali: VFP1 (Volontari in ferma prefissata per 1
anno) e VFP4 (volontari in ferma prefissata per 4 anni).
Sono giovani uomini e donne che intendono trovare
nell'esercito la loro realizzazione professionale. Gli alti
contenuti etici e la voglia di una professione nuova,
stimolante, entusiasmante, che offre ampie opportunità di
conoscenza, di viaggi, sono le motivazioni che si confermano
vincenti viste le tante domande di partecipazione ai
concorsi di ammissione. Domande che superano di gran lunga
la effettiva disponibilità che per quest' anno è di circa
24.000 unità. I concorsi sono aperti ai giovani dai 18 ai 25
anni, in possesso di diploma di istruzione secondaria di
primo grado e di idoneità a praticare attività sportiva
agonistica. Il 70% dei posti disponibili è riservato ai
volontari in ferma annuale (VFA) o al personale congedato
senza demerito o agli ausiliari delle Forze di Polizia e dei
Vigili del Fuoco. II rimanente 30% è destinato ai candidati
provenienti dal mondo civile, del quale il 10% destinato
alle donne. Sono proprio quest'ultime a rappresentare, di
fatto, la grande novità del nuovo Esercito. Ad esso
apporteranno la loro esperienza, la loro capacità
organizzativa, la loro capacità di adattamento. Verranno
impiegate alla stessa maniera dei loro colleghi. Avranno
eque opportunità di carriera senza aprioristiche
preclusioni. Laddove non ci dovessero essere sbocchi
lavorativi dopo il periodo di ferma , i giovani saranno in
possesso di un brevetto che garantirà loro un sicuro
inserimento nel mondo del lavoro, qualunque esso sia.
L'esercito del terzo millennio prepara ad una professione
altamente qualificante che riscuote notevole consenso da
parte dei giovani, I "soldati di oggi" si affermano
positivamente sia sul territorio nazionale sia nello
scenario internazionale dove sono impegnati nelle missioni
di peace-keeping. In conclusione, l'esigenza da parte della
Forza Armata di disporre sempre più di personale
specializzato che garantisca la sicurezza nazionale e
internazionale è altamente sentita anche da parte di tutti
gli italiani. Ecco che a soddisfare questa necessità si
prepara il nuovo soldato, motivato, dedito,interessato, che
sia l'immagine dell'istituzione che rappresenta, soprattutto
l'immagine dell'Italia.
Comando RFC Regionale
“Toscana”
(Gen. B. Giuliano Giglio)