La trasformazione dell’Esercito, concretizzatasi con
l’abolizione della leva e l’affermazione della
professione di soldato, ha investito anche il
settore dello sport. Nell’ambito di questo
rinnovamento, la Forza Armata amplia il proprio
organico inserendo la figura di atleta militare.
Confermando l’impegno nel campo dell’educazione
fisica sia a livello amatoriale che come sport
d’eccellenza, si propone una nuova professione che
fino agli anni ’60 aveva dato lustro con la
conquista di allori mondiali e medaglie olimpiche.
L’Esercito si rivolge a ragazzi e ragazze di età
compresa tra i 18 ed i 30 anni che abbiano
conseguito nella disciplina / specialità prescelta,
risultati agonistici almeno di livello nazionale
certificati dal CONI o dalle federazioni sportive
nazionali. E’ già stato pubblicato il primo concorso
per reclutare atleti e istruttori. Gli aspiranti
istruttori devono essere in possesso della laurea di
secondo livello in scienze motorie, o di titolo
universitario equipollente nonché della qualifica di
allenatore , istruttore, maestro o titolo
equipollente rilasciato dal CONI o dalle federazioni
sportive nazionali. La prospettiva che la Forza
Armata offre ai vincitori di concorso è vasta e
stimolante. Essi infatti, dopo un breve periodo di
formazione di base, si dedicheranno a tempo pieno
alle proprie discipline presso i Centri Sportivi
dell’Esercito. I nuovi atleti con le stellette
verranno seguiti e preparati in impianti moderni e
funzionali. Saranno assistiti da medici specialisti,
e verranno approvvigionati di tutti i materiali
necessari alla loro “professione”. Rappresenteranno
l’Italia sia nelle competizioni a livello nazionale
sia in quelle a livello internazionale. Quando
concluderanno la carriera agonistica, potranno
proseguire la professione come tecnici o come
istruttori presso i vari reparti dell’Esercito. I
prossimi appuntamenti olimpici a Torino (2006) e a
Pechino (2008) sono i traguardi ai quali le nuove
figure devono tendere con determinazione e con le
qualità che solo una tradizione sportiva consolidata
può garantire.
L’inserimento di questa nuova professione nasce
parallelamente all’adeguamento delle scuole
superiori anch’esse consapevoli delle possibilità
che lo sport offre sia a livello agonistico che
professionale. Questo a dimostrazione che essere
militare non significa appartenere ad un mondo
diverso, ad una realtà estranea da quella nazionale
e mondiale. Il militare ancora una volta è presente
in tutti gli aspetti della vita quotidiana, sempre
con grossa professionalità, con competenza e
dedizione.
Gen. B. Giuliano GIGLIO