Per quanto riguarda la presenza dei centri
anziani e dell'Ancescao possiamo dire, e i
dati lo dimostrano, che si configura come
una delle organizzazioni più importanti, a
livello nazionale, non solo per la terza
età, ma per l'intera società civile.
D'altronde questa funzione è stata
riconosciuta ufficialmente con decreto
ministeriale, che ci riconosce quale Ente di
interesse pubblico con finalità
assistenziali e sociali. I centri anziani
svolgono la loro attività con criteri di
autonomia, autogestione e volontariato,
operando seguendo orientamenti e obiettivi
stabiliti dall'Assemblea Generale
dell'Associazione Nazionale.
I nostri tre scopi fondamentali sono:
1. La difesa delle condizioni economiche
degli anziani, cioè della pensione, che in
questo campo, il ruolo prioritario spetta ai
sindacati, con i quali siamo solidali;
2. Assistenza e sanità, anche se
l'assistenza e la sanità sono esigenze di
tutti i cittadini, ma in questo campo esiste
un nostro ruolo di sollecitazione e funzione
prioritaria della Regione, dei comuni e
delle ASL;
3. L'isolamento, la solitudine, assenza di
protagonismo, i centri anziani hanno un
ruolo e una funzione prioritaria e primaria
nella lotta contro i malanni morali e
sociali dell'anzianità.
L'anziano sta male quando si sente solo,
quando avverte di vivere isolato, quando
soprattutto comprende la sua inutilità. Noi
vogliamo, con la nostra azione - e lo stiamo
già facendo - combattere e vincere questi
malanni. Il nostro obiettivo fondamentale è
quello di affermare nel nostro territorio
una nuova cultura in materia di popolazione
anziana che superi un concetto profondamente
sbagliato.
Non si può continuare, come spesso si fa, a
guardare l'anziano come persona che deve
essere assistita, come un cittadino che
porta sempre il bastone per rimanere in
piedi; come “cosa” da compatire, da
gratificare, da ricompensare solo perché ha
fatto qualcosa.
Per carità, quelli della riconoscenza, della
gratitudine, sono sentimenti che noi
vogliamo privilegiare. Ma quello che bisogna
capire e comprendere a questo punto è che
l'anziano oggi, è sempre più il futuro; è
una risorsa umana, professionalmente e
culturalmente per il bene non solo degli
anziani stessi, ma dell'intera società
civile.
Questo è quello che intendiamo realizzare
proprio perché si affermi una nuova cultura
nel nostro territorio, a tutti i livelli.
Sbagliano coloro che ancora ritengono che i
centri sociali anziani siano una specie di
piccoli bar dove ci si limita a giocare a
carte.
I centri sociali anziani sono aggregazioni
sociali dove si sviluppa una mole di
attività, sul piano turistico, ricreativo e
socio - culturale.
Pietro Perricone
Presidente Provinciale di Firenze